Statuto

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STATUTO dell’ASSOCIAZIONE COMUNITÀ e FAMIGLIA EMILIA-ROMAGNA
 
Preambolo allo Statuto
ACF Emilia-Romagna è un’organizzazione di volontariato per l’autopromozione della famiglia; non è, e non vuole essere, l’associazione delle persone e delle famiglie che vivono nelle comunità anche se da questa esperienza trae metodo e sistema associativo.
ACF Emilia-Romagna è uno “strumento” di servizio e non di governo; favorisce la nascita e lo sviluppo di esperienze di comunione e condivisione nella solidarietà e fiducia reciproca.
ACF Emilia-Romagna tutela la vita e l’andamento economico e giuridico delle comunità con strumenti proposti dal Consiglio di Gestione, condivisi dall’assemblea e all'interno del Mondo di Comunità e Famiglia.
I percorsi promossi dall’associazione sono aperti a tutti coloro - gruppi, famiglie e persone - che manifestano il desiderio di compiere un cammino all’interno del Mondo di Comunità e Famiglia.
Per assolvere la sua funzione ACF Emilia-Romagna affida i beni in proprio uso a gruppi di persone e famiglie che si costituiscono in associazioni di mutuo aiuto e accompagnamento, autonome da ACF Emilia-Romagna, chiamate Comunità di Famiglie e Condomini Solidali, ma che rimangono in collegamento con le altre esperienze all’interno di Mondo di Comunità e Famiglia.
Il nuovo statuto, dopo oltre venti anni di cammino, non sancisce la nascita di una nuova associazione, ma rappresenta un adeguamento, nella continuità, alle normative di legge ed alle esperienze che l’ampliarsi della nostra storia ci richiede.
 
1) Ragione sociale
L’ASSOCIAZIONE COMUNITÀ E FAMIGLIA EMILIA-ROMAGNA (nel prosieguo ACF Emilia-Romagna) è un’organizzazione di volontariato, costituita nella forma dell’Associazione libera ai sensi degli artt. 14 e seguenti del Codice Civile, nonché della Legge 11/08/1991 n. 266 e della Legge Regione Emilia-Romagna 21/02/2005 n. 12.
L’Associazione è aconfessionale ed apartitica ed è costituita al fine di svolgere gratuitamente attività di volontariato a fini di solidarietà sociale a favore di terzi con particolare attenzione alle famiglie, senza finalità di lucro e nel pieno rispetto delle libertà e dignità degli associati.
L’Associazione si caratterizza per:
democraticità della struttura;
elettività e gratuità delle cariche associative;
assenza di fini di lucro;
divieto di distribuzione degli utili. La durata dell'Associazione è illimitata.
 
2) Valori e scopi
2.1) ACF Emilia-Romagna crede nella famiglia e, attraverso il proprio operato e servizio, in un clima di fiducia, condivisione aperta e solidale fra le persone, ricerca e mette in atto modalità e strumenti affinché possa trovare realizzazione il desiderio di famiglia di ciascuno – quale luogo della cura del sé e della relazione – e ne siano promossi i valori nella quotidianità.
Motore di sviluppo, crescita e maturazione della famiglia è il desiderio di famiglia stessa espresso dalle persone impegnate nella ricerca e nella realizzazione delle proprie aspirazioni profonde in un contesto di valorizzazione dei diversi talenti. Tale ricerca è basata sulla convinzione che se la famiglia e la persona realizza le proprie potenzialità, può essere una risorsa per i suoi membri e per la società tutta.
La certezza è che l’auto promozione della persona e della famiglia, se attuata attraverso i valori di seguito esplicitati, sia inoltre una efficace modalità di prevenzione del disagio sociale della persona.
2.2) In questo spirito ACF Emilia-Romagna si riconosce, condivide e promuove i valori che sono a fondamento dell’associazione di promozione sociale “Mondo di Comunità e Famiglia” (di seguito MCF) costituita in data 04.06.2004, registrata a Milano in data 24.06.2003 con Atto Numero 3999.
Tali valori, che si ispirano all’originaria esperienza della comunità di Villapizzone di Milano, espressi e coniugati in maniera sovrana e secondo coscienza dalle realtà promosse, sono:
la condivisione, come cultura che riconosce il valore delle persone, come modalità attenta e rispettosa di relazione e apertura all’altro;
l’accompagnamento tra persone e tra famiglie, come reciproco sostegno, come stile e cultura per essere se stessi, nel segno del bisogno dell’altro come elemento imprescindibile per la realizzazione di sé;
l’apertura, all’interno della famiglia e verso l’esterno, intesa non solo come accoglienza ma anche come attenzione a favorire forme e momenti di socializzazione;
la sobrietà e la condivisione nell’uso di beni e risorse, come stile per mettersi nelle mani dell’altro e cercare relazioni autentiche, libere e liberanti;
l’impegno personale, come modalità di autopromozione per dare concretezza al proprio bisogno di realizzare se stessi e la propria famiglia all’interno ed in relazione con la più grande famiglia umana;
la fiducia e la disponibilità reciproca che, all’interno di un circolo virtuoso, sono frutto e alimento dei valori di cui sopra;
sovranità ed autosufficienza personale e famigliare intese come libera e responsabile autodeterminazione delle scelte e stili di vita nell’ambito dei valori sopra elencati.

2.3) ACF Emilia-Romagna partecipa alla vita di MCF aderendo alla rete di solidarietà da questa promossa, nella quale viene formata ed informata, arricchendosi così delle esperienze altrui al fine di poter svolgere la propria attività di servizio in una direzione e con principi condivisi.
2.4) ACF Emilia-Romagna si pone come strumento di servizio per favorire il sorgere e lo svilupparsi di progetti ed esperienze di relazione e di condivisione a differenti livelli.
 
3) Modalità di intervento
3.1) ACF Emilia-Romagna si avvale di propri volontari organizzati in gruppi di servizio, culturali e tecnici aperti a chi desidera condividere percorsi, esperienze e competenze personali contribuendo così a promuovere e migliorare gli aspetti sociali, culturali, tecnici ed amministrativi a vantaggio dei progetti promossi.
3.2) ACF Emilia-Romagna, accogliendo le richieste provenienti dalle persone e dalle famiglie, opera direttamente - o mette competenze e strumenti a disposizione degli interessati - per procurare, rendere utilizzabili e gestire beni e quant’altro possa rendere possibili le suddette esperienze.
3.3) Per realizzare quanto sopra ACF Emilia-Romagna promuove Condomini Solidali e Comunità Territoriali che sono essenzialmente formati da gruppi di famiglie e singoli che, pur riconoscendo una propria identità, autonomia, sovranità e responsabilità individuale, abitano un vicinato ispirato ai comuni valori della solidarietà e della condivisione di esperienze di vita quotidiana. Ciascuna realtà si struttura come ente giuridicamente autonomo rispetto ad ACF Emilia-Romagna nominando un Presidente a rappresentanza dello stesso. L’insieme dei Presidenti dei Condomini Solidali e delle Comunità Territoriali compone l’organo del “Consiglio dei Presidenti”. Ciascuna realtà sopraelencata nomina inoltre al proprio interno uno o più rappresentanti all’organo denominato “Capitolo delle Comunità” il cui compito è quello di condividere la propria esperienza alla luce dell’originaria ispirazione e dei valori fondanti.
3.4) La realizzazione di queste esperienze è attuata attraverso Gruppi di Lavoro aperti a chi, forte di un percorso di discernimento nella cordata dei “Gruppi di Condivisione” promossi da MCF e mediante la condivisione dei sogni e delle aspirazioni di ciascuno, vuole confrontarsi con altri interessati a dare vita ad un simile progetto; ciascun gruppo nomina un referente che collabora con ACF Emilia-Romagna.
3.5) ACF Emilia-Romagna opera a supporto e tutela della vita e dell’andamento ideale, economico e giuridico dei diversi progetti mediante le seguenti modalità:
la gestione dei rapporti – anche contrattuali – con enti ed istituzioni;
la delega ai referenti del Gruppo di Lavoro per la gestione del progetto nel suo complesso;
la delega al Presidente del Condominio Solidale per la gestione dell’immobile affidato in comodato da ACF Emilia-Romagna stessa;
la stipula dei contratti di comodato con le associazioni dei Condomini Solidali e con le singole famiglie o persone ivi residenti;
la gestione economica relativa ad affitti, mutui, assicurazioni, tasse o altri costi assimilabili a queste voci, relativi alle esperienze in essere e comunque concordati con i referenti di questi ultimi;
il rapporto con le altre cordate di MCF;
altre analoghe modalità e strumenti.
3.6) Ulteriori modalità e strumenti possono essere specificati nel Regolamento attuativo ed in appositi accordi che danno attuazione a quanto contenuto nel presente Statuto.
 
4) Finalità
4.1) Per le sue attività, l’associazione si avvale in modo determinante e prevalente del contributo personale, volontario e gratuito dei propri associati.
4.2) Esercita la propria attività senza alcuna finalità di lucro, nemmeno indiretto, esclusivamente per finalità di autopromozione della famiglia e della persona, di promozione dei valori contenuti nel presente Statuto, di relazione e di solidarietà sociale tra famiglie, gruppi e persone singole.
La riqualificazione ed il recupero ambientale dei beni è inoltre occasione e strumento per la realizzazione degli scopi statutari.
4.3) È fatto divieto di distribuzione degli utili o avanzi di gestione, in qualunque forma e modo, anche indiretto.
 
5) Sede legale
5.1) L'Associazione ha sede in Fontanellato (PR), Via Casalbarbato n° 1.
5.2) L’Associazione può costituire proprie unità operative anche in altre sedi su deliberazione del Consiglio di Gestione.
 
6) Gli Associati
6.1) Gli associati sono solo persone fisiche che credono nei valori e condividono le modalità operative e le finalità di ACF Emilia-Romagna e si impegnano a realizzare gli scopi del presente Statuto, mettendo a disposizione la propria ricchezza di individui, tempo e competenze.
6.2) Gli Associati sono ammessi dietro presentazione di domanda e con delibera del Consiglio di Gestione; sono iscritti in apposito registro.
6.3) Il Consiglio di Gestione può nominare "Soci onorari" persone che hanno fornito o forniscono un contributo alla vita dell'Associazione o che ne condividono valori, modalità operative e finalità.
6.4) Tutti gli Associati hanno parità di diritti e doveri.
 
7) Ammissione degli Associati
Per essere ammessi come associati - ad eccezione dei soci onorari - è necessario:
1.essere persona fisica maggiorenne;
2.condividere appieno il presente Statuto;
3.impegnarsi a dedicare tempo e competenze alle attività di ACF Emilia-Romagna;
4.presentare domanda.
 
8) Condizioni per essere Associato
La condizione personale, sulla base della quale è fondata l'ammissione ad associato, deve perdurare per tutto il periodo di partecipazione all'Associazione.
 
9) Recesso ed esclusione degli Associati
9.1) Ogni associato può unilateralmente recedere dall’Associazione con effetto immediato, dandone notizia scritta al Consiglio di Gestione.
9.2) Qualora il Consiglio di Gestione accertasse il venir meno della condizione di cui agli articoli precedenti - sentito l’interessato, ove possibile - può procedere all'esclusione dello stesso con deliberazione che deve essere comunicata a mezzo Raccomandata con avviso di ricevuta all’Associato all’ultimo domicilio dichiarato ad ACF Emilia-Romagna e, successivamente, essere ratificata dall'Assemblea.
9.3) Da parte degli Associati esclusi è ammesso ricorso al Consiglio dei Saggi, la cui decisione è inappellabile, nel rispetto del diritto al contraddittorio, fatto salvo comunque il diritto del socio escluso di avvalersi di quanto previsto dalle leggi vigenti.
 
10) Gratuità delle cariche e democraticità
Le prestazioni degli associati, dei componenti il Consiglio di Gestione, del Presidente e di ogni altro organo sociale, sono gratuite.
Agli associati può essere riconosciuto solo il rimborso delle spese effettivamente sostenute per la realizzazione delle attività di ACF Emilia-Romagna. Le cariche sono elettive e la struttura di ACF Emilia-Romagna è democratica.
 
11) Mezzi per il conseguimento delle finalità statutarie: entrate e patrimonio
11.1) Le entrate da cui ACF Emilia-Romagna trae i mezzi per conseguire i propri scopi sono:
a) la quota degli associati;
b) contributi di privati;
c) contributi dello Stato, di Enti e di Istituzioni pubbliche;
d) contributi dell'Unione Europea e di organismi internazionali;
e) entrate derivanti da convenzioni o accordi simili;
f) eredità, donazioni e legati;
g) rendite di beni mobili o immobili pervenuti all'Associazione a qualunque titolo;
h) entrate derivanti da attività commerciali, produttive ed agricole marginali;
i) fondi pervenuti da raccolte pubbliche effettuate occasionalmente, anche mediante offerta di beni di modico valore;
j) rimborsi derivanti da convenzioni;
k) ogni altro provento, anche derivante da iniziative benefiche e sociali, non esplicitamente destinato ad incremento del patrimonio e compatibile con gli scopi istituzionali.
11.2) Le entrate relative a donazioni e - con beneficio d’inventario - i lasciti testamentari, possono essere accettati mediante approvazione del Consiglio di Gestione purché i beni ricevuti e le loro rendite siano esclusivamente destinati al conseguimento delle finalità previste dall’atto costitutivo e dallo Statuto di ACF Emilia-Romagna o dagli accordi da questa stipulati.
11.3) Il patrimonio dell’Associazione può essere costituito:
da beni mobili e immobili derivanti da eventuali erogazioni,
donazioni e lasciti destinati ad incremento del patrimonio;
da fondi di riserva costituiti con gli eventuali avanzi di esercizio;
reinvestendo mezzi e risorse propri.
 
12) Organi dell’Associazione
12.1) Sono organi di ACF Emilia-Romagna:
l'Assemblea;
il Consiglio di Gestione;
il Presidente;
il Consiglio dei Saggi.
12.2) Gli organi sociali hanno la durata di tre anni e possono essere riconfermati.
 
13) L’Assemblea
13.1) L'Assemblea è costituita da tutti gli associati con pari diritto di voto.
13.2) All’Assemblea possono essere invitate, dal Presidente o dal Consiglio di Gestione, persone ed organizzazioni che pur non essendo associate, e non potendo esercitare diritto di voto, possono apportare un contributo all’opera dell’Associazione.
13.3) L’Assemblea è convocata in via ordinaria almeno una volta l’anno dal Presidente per l’approvazione del bilancio e comunque ogni qualvolta si renda necessaria per le esigenze dell’Associazione.
13.4) L’avviso di convocazione deve contenere l’ordine del giorno dell’Assemblea e, con preavviso di almeno 10 giorni, può essere reso pubblico ed inviato mediante gli usuali strumenti e mezzi di comunicazione utilizzati dall’Associazione per la gestione ordinaria della sua attività e i normali canali di divulgazione di informazioni agli Associati stessi.
L’Associato sprovvisto di posta elettronica deve esplicitare al Consiglio di Gestione la richiesta che le convocazioni gli pervengano per iscritto, cosa che gli deve essere garantita.
13.5) La convocazione può anche avvenire ogni qualvolta ne facciano richiesta almeno un quinto degli associati oppure tre membri del Consiglio di Gestione. In tal caso l'avviso di convocazione deve essere reso noto entro quindici giorni dal ricevimento della richiesta a mezzo comunicazione con avviso di ricevuta e l'Assemblea deve essere tenuta entro 30 giorni dalla convocazione.
13.6) L’Assemblea è presieduta dal Presidente o, in sua mancanza, dal Vice-Presidente o da persona indicata dall’Assemblea stessa.
13.7) È di competenza dell'Assemblea:
1.deliberare su tutte le questioni, gli affari e le attività inerenti alla vita dell’Associazione ed al suo indirizzo che non siano demandate dal presente Statuto alla competenza di altri organi;
2.approvare il bilancio, consuntivo e preventivo, che deve essere annuale ed è predisposto dal Consiglio di Gestione. Nel bilancio devono risultare i beni, i contributi e/o i lasciti ricevuti da ACF Emilia-Romagna;
3.eleggere il Consiglio di Gestione;
4.eleggere il Presidente;
5.ratificare i provvedimenti di competenza dell’Assemblea adottati dal Consiglio di Gestione per motivi di urgenza;
6.deliberare in ordine alle modificazioni del presente Statuto ed allo scioglimento dell'Associazione ivi compresa la destinazione del patrimonio;
7.dare attuazione a quanto di propria competenza previsto dal Regolamento o dagli accordi previsti dall’Art. 20 del presente Statuto.
13.8) I verbali di ogni Assemblea vengono conservati agli atti e sono accessibili agli associati. Le decisioni dell’Assemblea sono impegnative per tutti gli Associati.
 
14) Diritto di voto
Ogni associato ha diritto ad un voto e può ricevere al massimo tre deleghe. Si prevede la libera eleggibilità degli organi amministrativi.
 
15) Costituzione dell’Assemblea degli associati
15.1) In prima convocazione l’Assemblea è validamente costituita alla presenza, anche per delega, della maggioranza assoluta degli Associati.
In seconda convocazione è regolarmente costituita qualunque sia il numero degli Associati, presenti in proprio o per delega. La seconda convocazione non può aver luogo nello stesso giorno della prima.
15.2) Le deliberazioni dell’Assemblea ordinaria sono adottate a maggioranza semplice dei presenti. I soci astenuti fanno numero per il calcolo del "quorum" costitutivo, ma non per quello deliberativo.
15.3) Le delibere riguardanti la modifica del presente Statuto devono essere assunte con il voto favorevole della metà più uno degli aventi diritto, salvo il disposto dell’ultimo comma dell’articolo 21 Codice Civile (scioglimento dell’Associazione).
 
16) Il Consiglio di Gestione
16.1) Il Consiglio di Gestione, compreso il Presidente che ne fa parte di diritto, è un organo di servizio composto nel suo complesso da un numero variabile di 5, 7, 9 componenti secondo le deliberazioni dell’Assemblea stessa.
16.2) Il Consiglio, una volta insediato, elegge nel suo seno un Vice-Presidente e un Tesoriere.
16.3) Le eventuali sostituzioni di componenti del Consiglio di Gestione effettuate per cooptazione nel corso del triennio devono essere convalidate dalla prima assemblea convocata successivamente alla nomina. I componenti così nominati scadono con gli altri componenti.
16.4) Il Consiglio di Gestione può delegare parte dei suoi poteri al Presidente e/o al Vice Presidente o ad una commissione composta da almeno due consiglieri.
16.5) Le riunioni del Consiglio di Gestione sono convocate dal Presidente almeno quattro volte l’anno mediante invio di avviso secondo gli usuali canali, mezzi e strumenti di comunicazione oppure secondo un calendario stabilito dal Consiglio stesso.
16.6) Il Consiglio di Gestione può essere convocato anche ogni qualvolta almeno un membro dello stesso ne faccia richiesta; in questo caso la riunione del Consiglio di Gestione deve avvenire entro venti giorni dal ricevimento della richiesta di convocazione.
16.7) Le riunioni sono presiedute dal Presidente o da persona indicata dai presenti.
16.8) Alle riunioni possono essere invitati a partecipare esperti esterni e può partecipare come uditore qualsiasi Associato ne faccia richiesta.
16.9) È di competenza del Consiglio di Gestione:
a) procedere all'attuazione delle delibere dell'Assemblea;
b) gestire l’Associazione in conformità agli scopi sociali ed alla legge, attenendosi alle disposizioni del presente Statuto ed osservando quanto previsto dal Regolamento attuativo e dagli eventuali accordi di cui al successivo Art. 20;
c) determinare le eventuali quote associative;
d) deliberare su tutte le operazioni di ordinaria e straordinaria amministrazione concernenti l’attività di ACF Emilia-Romagna, ivi compresa la facoltà di nominare delegati e procuratori e la ricerca e l’attuazione di nuovi strumenti operativi e finanziari rispondenti alle esigenze emergenti dell’Associazione e delle realtà da questa promosse;
e) provvedere annualmente alla formazione del bilancio annuale, consuntivo e preventivo, da sottoporre all’Assemblea;
f) provvedere alla redazione delle proposte di modifica dello Statuto da sottoporre all’Assemblea;
g) comporre il Consiglio dei Saggi previsto dal presente Statuto qualora se ne presenti la necessità;
h) nominare, qualora necessario, il membro di competenza di ACF Emilia-Romagna per il Collegio dei Probiviri di MCF;
i) istituire gruppi di servizio i cui coordinatori, se non hanno altro diritto al voto deliberativo, possono essere invitati a partecipare alle riunioni del Consiglio e alle Assemblee con voto consultivo;
j) fornire la delega operativa ai referenti dei Gruppi di Lavoro e dei Condomini Solidali;
k) incontrarsi con i diversi gruppi di servizio di cui si avvale ACF Emilia-Romagna, il Comitato Esecutivo e il Consiglio Generale di MCF, le cordate di MCF con particolare riguardo, per queste ultime, ai Gruppi di Lavoro, i Condomini Solidali e le Comunità Territoriali allo scopo di favorire la reciproca conoscenza, la relazione, la comunicazione e la collaborazione e con l’intento, inoltre – laddove necessario – di condividere i propri pareri su problemi e proposte inerenti la vita dell'Associazione stessa;
l) offrire ai Gruppi di Lavoro il necessario supporto per il proprio cammino ivi compresa la costituzione del Condominio Solidale in ente giuridicamente autonomo;
m) predisporre e stipulare per iscritto accordi con ciascuna realtà promossa (tra cui i Condomini Solidali), nonché con le famiglie, gruppi e singoli appartenenti ai Condomini Solidali, per disciplinare il rapporto fra tutte queste parti e ACF Emilia-Romagna relativamente all’uso di abitazioni ed immobili dati a ciascuno in godimento;
n) ratificare, nella prima seduta successiva, i provvedimenti di competenza del Consiglio adottati dal Presidente, o altri membri del Consiglio, per motivi di necessità e di urgenza;
o) assumere il personale strettamente necessario per la continuità della gestione non assicurata dagli associati e comunque nei limiti consentiti dalle disponibilità previste dal bilancio;
p) verificare che i Condomini Solidali e le rispettive famiglie o singole persone, ad essi aderenti, rispettino le condizioni contrattuali sottoscritte da ACF Emilia-Romagna con enti, istituzioni o privati relativamente al progetto in cui sono coinvolte; ove necessario, intervenire direttamente o tramite gli appositi organi preposti, per dirimere e/o accompagnare le situazioni controverse chiedendo - se del caso - la sospensione o la chiusura del progetto in essere di Condomini Solidali;
q) provvedere all’iscrizione ed al mantenimento della stessa per tutto il tempo ritenuto opportuno, ai registri delle Associazioni promulgati dalla normativa nazionale e locale;
r) provvedere a tutte le altre attività di ordinaria e straordinaria amministrazione, compresa la stipula di convenzioni e accordi con terzi, necessarie per il raggiungimento degli scopi e finalità statutarie ed al fine di adempiere alle disposizioni di legge.
16.11) Le deliberazioni del Consiglio di Gestione sono prese a maggioranza dei presenti e sono valide se adottate con la presenza di almeno la metà più uno dei componenti.
16.12) I verbali di ogni riunione del Consiglio di Gestione vengono conservati agli atti e sono accessibili agli Associati dietro richiesta.
 
17) Il Presidente
17.1) Il Presidente è eletto dall’Assemblea ed ha la rappresentanza sociale e legale dell’Associazione nei confronti di terzi e in giudizio.
17.2) Il Presidente inoltre:
1.è autorizzato, su mandato del Consiglio di Gestione, ad eseguire incassi e ad accettare donazioni di ogni natura a qualsiasi titolo da Pubbliche Amministrazioni, da Enti e da Privati, rilasciandone liberatorie quietanze;
2.ha la facoltà di nominare avvocati e procuratori nelle liti attive e passive riguardanti l'Associazione davanti a qualsiasi Autorità Giudiziaria e Amministrativa;
3.convoca e presiede le riunioni dell’Assemblea e del Consiglio di Gestione;
4.in caso di necessità e di urgenza assume i provvedimenti di competenza del Consiglio di Gestione, sottoponendoli a ratifica nella prima riunione successiva del Consiglio stesso.
17.3) In sua assenza le funzioni sono svolte dal Vice-Presidente o, in assenza anche di questo ultimo, da un membro del Consiglio di Gestione.
17.4) In caso di sopraggiunta e definitiva impossibilità del Presidente all’esercizio delle sue mansioni – stabilita con votazione a maggioranza assoluta dal Consiglio di Gestione, farà le sue veci il Vice-Presidente il cui compito primario sarà quello di convocare una Assemblea straordinaria per l’elezione del nuovo Presidente.
17.5) Nel periodo di vacanza del Presidente, di fronte agli Associati, ai terzi ed a tutti i pubblici uffici, la firma del Vice Presidente fa piena prova dell'assenza per impedimento del Presidente.
 
18) Il Consiglio dei Saggi ed il Collegio dei Probiviri
18.1) Ferma restando la sovranità di ciascuna esperienza che è libera di darsi forme di autogoverno e mutuo controllo, per dirimere eventuali tensioni o contrasti tra persone, famiglie, gruppi, Condomini Solidali o tra questi e l’Associazione stessa, anche sull’interpretazione del presente Statuto, ciascuna delle suddette parti – compresa la stessa ACF Emilia-Romagna – può deferire la decisione al Consiglio dei Saggi.
18.2) Il Consiglio dei Saggi è composto da un membro in carica del Consiglio di Gestione di ACF Emilia-Romagna, un rappresentante al “Capitolo delle Comunità” nominato dal Capitolo stesso, un Presidente di Condominio Solidale o Comunità Territoriale nominato dal “Consiglio dei Presidenti”, due soci onorari o, in loro mancanza, da due ex Consiglieri di ACF Emilia-Romagna.
18.3) Tale Consiglio interverrà secondo i valori e le modalità fondanti dell’esperienza che ha dato vita alla presente Associazione.
18.4) Il Consiglio dei Saggi, salvo quanto previsto all’art. 9 comma 3 del presente Statuto (ricorso per esclusione dei Soci), pur non prendendo decisioni vincolanti, ha il compito di aiutare i soggetti coinvolti a giungere ad una definizione bonaria della questione.
18.5) Qualora non si addivenga bonariamente ad una soluzione che soddisfi le parti in causa, ciascuna di esse può deferire la decisione al Collegio dei Probiviri di MCF che giudicherà come arbitro, senza obblighi di procedura, nel rispetto del diritto al contraddittorio.
 
19) Destinazione del patrimonio in caso di scioglimento
In caso di scioglimento di ACF Emilia-Romagna per qualunque causa, con delibera dell’Assemblea il patrimonio residuo sarà devoluto a MCF o, in sua mancanza o qualora due terzi dell’Assemblea non fosse d’accordo, ad altre organizzazioni di volontariato operanti in identico o analogo settore, escluso in ogni caso qualsiasi rimborso agli associati.
 
20) Regolamento attuativo
20.1) Aspetti tecnici e amministrativi non previsti e regolamentati dal presente Statuto, potranno essere disciplinati tramite accordi e il Regolamento attuativo predisposti dal Consiglio di Gestione e da questo illustrati all’Assemblea dei Soci.
20.2) Suddetti accordi e Regolamento non potranno in alcun modo introdurre modifiche di qualsiasi tipo contrarie ai principi ed alle norme espresse nel presente Statuto o eliminare organi dallo stesso stabiliti.
 
21) Rinvio alle norme di legge
Per quanto non espressamente disciplinato nel presente Statuto, si fa riferimento alle norme di legge.
Il presente Statuto è stato approvato dall’Assemblea di ACF Emilia-Romagna tenutasi a Bologna in data 7 giugno 2006.